Sgaravatti Group: presente e futuro nell’intervista firmata Villegiardini

Anche Villegiardini parla di noi, ripercorrendo la nostra storia sul numero pubblicato l’11 giugno 2021!

Sgaravatti Group è un’azienda storica nel settore del vivaismo e della progettazione dei giardini. Fondata nel 1820 a Saonara (Padova) dai Fratelli Sgaravatti. Nel 1954, con lo sviluppo della Costa Smeralda, è nata una filiale anche in Sardegna. Nel corso di quegli anni, l’azienda ha realizzato i più bei giardini di quel territorio. Ora la sede principale è a Capoterra (Cagliari) e si estende su 33 ettari, di cui tre di serre, dove vengono coltivate una grande varietà di piante della macchia mediterranea. Inoltre, tra Porto Cervo e Arzachena, Sgaravatti ha quattro ettari di vivaio e un Garden CenterVillegiardini ha chiesto a Rosi Sgaravatti, paesaggista e coordinatrice progettuale, di raccontare la filosofia che anima l’impresa.

Un’intervista che spazia su più temi, affrontando aneddoti presenti e futuri. Un vero e proprio viaggio, capace di ripercorrere la storia e il passato dell’azienda, le fasi fondamentali di ogni progetto, soffermandosi soprattutto sull’evoluzione della consapevolezza del cliente e sui cambiamenti apportati dalla pandemia

Sgaravatti Group: l’intervista completa per Villegiardini 

Nel 2020 avete celebrato i 200 anni di storia con il libro “La bellezza e il tempo”. Ce lo racconta?

La nostra è una storia di famiglia, iniziata a fine 700. Per oltre 200 anni abbiamo utilizzato gli stessi ingredienti: scienzainnovazione e passione. Il libro racconta le tappe più importanti di questo lungo periodo. Abbiamo realizzato piccoli giardini e parchi imperiali, rinverdito il deserto, rivegetato dirupi e scarpate, seminato orti e prati, ma soprattutto coltivato e diffuso l’amore per il verde. Questa passione ci ha portato ad introdurre nel tempo delle innovazioni che hanno cambiato per sempre il settore. Ad esempio, la vendita per corrispondenza delle piante, mediante cataloghi con illustrazioni di artisti di chiara fama, come per esempio Dudovich e Codognato. Siamo stati i primi, dieci anni prima che questa modalità di vendita iniziasse a diffondersi anche in America. Altri progetti che testimoniano la nostra voglia di innovare sono stati, tra i molti, l’introduzione dell’innesto sulle viti americane resistenti alla filossera e, nel 1971 il progetto di forestazione degli Emirati Arabi. Nel libro abbiamo raccontato tutto questo e molto altro.

Per quale motivo, alla fine degli anni 50, Sgaravatti Group ha deciso di impiantare dei vivai e una nuova sede in Sardegna?

La nostra sede principale era a Saonara (Padova), ma avevamo anche altri vivai nel resto di Italia, dove producevamo alberi da frutto, piante ornamentali e da fiori, bulbi, sementi. Benedetto Sgaravatti, mio suocero, conosceva l’Aga Khan, artefice del progetto della Costa Smeralda. Il nostro vivaio era tra i più conosciuti del tempo e collaboravamo già con famosi architetti poi chiamati a lavorare per questo progetto. A quell’epoca in Sardegna non c’erano ancora vivai strutturati, quindi hanno chiesto a noi di partecipare al progetto dei meravigliosi giardini che stavano nascendo.

Villa “La Dolce Vita” a Romazzino – Porto Cervo

Sgaravatti Group: il cliente e il cambio di prospettiva

In questi anni, come si è evoluta la vostra clientela?

Credo che possiamo mettere in evidenza due grandi cambiamenti. Col passare del tempo, i clienti hanno iniziato a diventare più competenti e quindi a fare delle richieste più specifiche. Nel periodo in cui siamo arrivati in Sardegna, spesso fare un giardino significava mettere a dimora un insieme di piante, senza un pensiero progettuale unificante. Oggi il cliente è un interlocutore più consapevole e ha scoperto che ogni pianta ha precise caratteristiche da valorizzare e inserire in un racconto con una trama, una struttura, un inizio e una fine. Oggi, grazie anche alle riviste che parlano di verde, piante, fiori e giardinaggio, tutti vogliono qualcosa in più. Ci chiedono uno spazio su misura e ben costruito. Il secondo grande cambiamento è che siamo chiamati, sempre di più, a progettare giardini di dimensioni contenute o terrazzi. La pandemia ha fatto riscoprire il valore degli spazi all’aperto e i benefici sia fisici sia mentali della natura. Una fascia sempre più ampia di clienti desidera realizzare uno spazio verde ben fatto, anche per giardini più contenuti rispetto ai parchi delle grandi ville.

Per questo motivo diventa sempre più importante la vostra attività di progettazione, che affianca quella di fornitura di piante.

Noi abbiamo sempre fatto attività di progettazione, fin dal 1915. Attualmente ci avvaliamo di un team di architetti, paesaggisti, ingegneri che lavorano con le tecnologie più avanzate e che ci consentono di realizzare aree verdi su varie scale, in tutto il mondo. 

Sgaravatti Group: dal progetto alla scelta delle piante, per esaltare ogni tipo di spazio

Come si svolge questa fase?

Il primo passaggio è il sopralluogo, perché per me è importantissimo sapere com’è il luogo e sentire l’energia che emana. Anche se è solo un terrazzo, è importante vedere la sua posizione e dove si affaccia. Se ha un edificio da nascondere o una bella vista da mettere in evidenza. Poi nel caso dei giardini, dopo un’analisi dell’acqua e del terreno, valutiamo l’inserimento paesaggistico come per i terrazzi. Molto importante è la scelta delle piante e il dialogo col cliente, per capire quali sono le sue esigenze e come intende vivere il giardino.

Come scegliete piante e fiori?

Normalmente utilizziamo piante autoctone che meglio si adattano al clima e con queste costruiamo la struttura portante del giardino. Una volta definita questa base, possiamo, a seconda delle esigenze del cliente, proporre anche piante meno conosciute, per creare un po’ di meraviglia e stupore.

Quali sono le piante rare ed esotiche più richieste?

cactus, che sono affascinanti, soprattutto quando fioriscono in primavera, poi gli ulivi millenari e la chorisia, che produce fiori simili alle orchidee. Più che esotiche in generale sono molto richieste piante di grandi dimensioni, che rendono il giardino già da subito vissuto.

Sgaravatti Group: tra passato, presente e futuro

Qual è il progetto che ha rappresentato la sfida più stimolante?

Credo quello per il presidente dell’Azerbaigian a Baku. Ci aveva lasciato carta bianca per realizzare un bel giardino di 23 ettari. Il problema era rappresentato dalle forti escursioni termiche, con temperature che vanno da -10 a +40 gradi. Era un terreno vicino al mare dove non c’era assolutamente niente, ed è diventato un’oasi rigogliosa che il Presidente e la moglie amano molto.

Per risolvere questa criticità, quali piante avete scelto?

Sono state scelte sia le piante del luogo sia varietà importate dall’Italia, come l’ulivo e le piante della macchia mediterranea, che sono adatte anche a quel tipo clima e resistono molto bene.

A quali nuovi progetti state lavorando?

Abbiamo un progetto sulle piante officinali per l’estrazione di oli essenziali e, con l’Università di Cagliari, stiamo sviluppando un progetto innovativo per la bonifica dei suoli contaminati da idrocarburi con l’obiettivo della riqualificazione paesaggistica e ambientale delle aree interessate. La pandemia purtroppo ha rallentato enormemente altri progetti.

Marco MiglioVillegiardini

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