Bacche di rosa canina

Rosa canina, fiori, frutti e benessere

Cercate un rosaio un po’ selvaggio, che cresca rapidamente e rivesta una recinzione o un muro o un tronco d’albero morto, che non vi costringa a potature annuali, che non si ammali di macchia nera (o ticchiolatura), e che vi regali, oltre a una splendida fioritura in maggio, anche qualcosa di buono da mangiare in autunno? E, addirittura, con cui preparare buone tisane scaccia-malesseri? Il vostro Centro di Giardinaggio di fiducia ce l’ha, in vaso, pronto da piantare: è la Rosa canina, la rosa selvatica che funge da portainnesto per molte varietà moderne, ma che mantiene inimitabile un fascino scapigliato e puro, pronto a sprigionarsi anche nel vostro giardino, purché non piccolo (la pianta ha un ingombro in altezza e larghezza superiore ai 4 metri).

Rosa canina fiori
Fiori di Rosa canina

Coltivazione elementare

Se c’è un rosaio a bassa esigenza, è la rosa canina: rifugge i terreni umidi (mettete sempre un ottimo drenaggio sul fondo della buca) e l’ombra, ma per il resto si adatta a qualunque situazione (non in riva al mare sulla sabbia) dalla Sicilia alla Valle d’Aosta sotto la neve. Si annaffia solo nel primo anno dall’impianto. Si pota d’inverno se diventa troppo ingombrante, anche dimezzandola.

I “falsi frutti” delle rose

La rosa canina, infatti, è un arbusto alto e largo fino a 3-4 m, dal fusto verdastro, eretto nella parte inferiore, ricadente nella superiore (tecnicamente si definisce “sarmentosa”, cioè non si arrampica proprio da sola, ma ha bisogno di essere indirizzata dall’uomo sui sostegni), con numerose spine, soprattutto allo stadio giovanile. I fiori compaiono tra maggio e luglio e sono costituiti da 5 petali di color rosa pallido e numerosi stami dorati: sono solitari o riuniti in infiorescenze a corimbo. I frutti, colorati da settembre in poi, sono in realtà “falsi frutti” (i botanici li chiamano “cinorrodi”), di forma globosa, color rosso vivo che diventa più scuro a maturazione, con una coroncina di sepali rinsecchiti; all’interno contengono i veri frutti (“acheni”, come quelli delle fragole), chiamati impropriamente semi, che sono secchi, duri e ricoperti di peluria.
Si raccolgono in ottobre-novembre, quando divengono rossi e appena morbidi, comunque prima delle gelate. Si tagliano i piccioli con le cesoie, senza dimenticare un paio di robusti guanti. I frutti si possono anche conservare essiccandoli nel forno a 80° semiaperto per un’ora e riponendoli in sacchetti di tela o carta.

Le virtù dei cinorrodi

I frutti sono ricchissimi di vitamina C (400 mg di vitamina per 100 g di frutti), che è cinque volte maggiore del limone: in Inghilterra, durante la II Guerra Mondiale, la popolazione era obbligata a raccogliere un certo quantitativo di frutti della rosa canina per contribuire alla produzione di vitamina C. Contengono anche vitamina A, B e K, nonché carotenoidi, acidi organici, zuccheri, tannini e una sostanza antibiotica.
L’azione è molto energica: antiscorbutici per eccellenza, sono anche astringenti, depurativi, antinfiammatori, diuretici, sedativi, tonici e, ovviamente, vitaminizzanti e antinfettivi.

Bevanda contro l’influenza per adulti: macerare per 20 giorni in 1 l di marsala 100 g di frutti secchi, privati di semi e peli e ben pestati; bere 2-3 bicchierini al giorno lontano dai pasti.

Tisana contro l’influenza per i bambini: infondere per 30 minuti in 1 l d’acqua bollente 50 g di frutti secchi, trattati come sopra; filtrare schiacciando bene i frutti per privarli del liquido; addolcire con miele; bere 2-3 tazze al giorno, sempre fuori dai pasti.

Tisana alla vitamina C
Una tisana ricca di vitamina C

Delizie con la rosa canina

In cucina i cinorrodi si utilizzano freschi. I più coraggiosi possono succhiare la deliziosa polpa direttamente in bocca, ma questo significa aspirare anche i “semi” e i peli che possono scatenare irritazioni alle mucose, e che vanno comunque sputati. In alternativa si trasformano in confetture o gelatine, passando bene i frutti al passaverdura per trattenere gli acheni e la peluria.

Ricetta della confettura di rosa canina: lavare 1 kg di frutti, metterli in pentola con 300 g di mele renette tagliate a pezzi e coprire con acqua a filo. Bollire per 50 minuti, passare il composto al passaverdure per ottenere solo la polpa. Aggiungere un ugual peso di zucchero e lasciar bollire a fuoco lento, mescolando e schiumando spesso finché raggiunge la consistenza giusta; invasare a caldo e capovolgere il barattolo chiuso per creare il sottovuoto.

Alternative alla rosa canina

Confetture e gelatine di cinorrodi squisite si ottengono anche da altre rose che potete trovare facilmente nel vostro Centro Giardinaggio. Per esempio con i frutti della Rosa gallica ‘Officinalis’ (utilizzata in Francia con l’appellativo di “Rosa del farmacista” per la famosa “confettura di Provins”), ma anche quelli della R. pendulina e della R. rugosa.

Con la collaborazione di AICG

Lascia un commento