Il 20 maggio è stata la Giornata Mondiale delle Api, un momento in più per ricordarci di salvare le api. Abbiamo dovuto istituire un giorno specifico nell’anno per ricordarci dell’importanza di questi minuscoli esseri, senza i quali il mondo si fermerebbe. Le api domestiche o api solitarie – e con loro tutti gli Apoidei – che non producono miele, e i grossi e pelosi bombi sono, infatti, fondamentali per compiere l’impollinazione di buona parte delle specie vegetali coltivate per l’alimentazione. Per esempio tutti gli alberi e arbusti da frutto, ma anche le Solanacee (pomodoro, peperone, melanzana, patata) e le Cucurbitacee (zucchino, zucca, cetriolo, anguria, melone).
Una famosa frase, attribuita ad Albert Einstein, sebbene forse non l’abbia mai detta, recita che: “Se le api si estinguessero, all’uomo rimarrebbero solo 4 anni di vita”. Nel suo catastrofismo, è un concetto sensato, proprio perché se venissero a mancare tutti gli insetti impollinatori, si estinguerebbero tutte le piante a impollinazione entomofila, e ci rimarrebbero da mangiare i cereali, le castagne e le ghiande.
9 consigli “salva-api”
Se ora le api e gli altri impollinatori sono in pericolo, la causa (diretta e indiretta) è l’uomo. È evidente che l’essere uomo può rimuovere queste cause e adoperarsi per favorire in generale la loro sopravvivenza. Anche il comune cittadino, appassionato di giardinaggio e non, può fare qualcosa per salvarle e per favorirle. Per cui, ecco 9 utili consigli per salvare le api.
I primi 5 consigli da mettere in pratica
- Neonicotinoidi. È una classe di principi attivi utilizzati come insetticidi e fortemente tossica per tutti gli Apiodei. L’Unione europea ha messo al bando, fra il 2018 e il 2020, l’impiego all’aperto di quattro di questi neonicotinoidi: imidacloprid, thiamethoxam, clothianidin e thiacloprid. Controllate di non avere più in cantina o nel capanno degli attrezzi fitofarmaci contenenti queste sostanze. In caso contrario portateli subito al Crm più vicino per lo smaltimento, senza più adoperarli.
- Fitofarmaci chimici. I prodotti per la difesa chimica di sintesi possono nuocere alle api, sebbene siano regolarmente autorizzati alla vendita. Se proprio dovete usarli, per casi gravissimi di malattie e parassiti, leggete bene l’etichetta prima dell’uso e attenetevi alle modalità indicate. Un consiglio in più: irrorateli al tramonto quando gli Apoidei sono già rientrati nei loro nidi. Ovviamente, se volete aiutare ancora di più gli impollinatori non utilizzateli proprio.
- Fitofarmaci biologici. In generale sono meno nocivi di quelli chimici, ma gli insetticidi biologici sono equivalenti a quelli di sintesi perché non sono selettivi, cioè uccidono tutti gli insetti che raggiungono, api incluse. È il caso del piretro e dell’olio di Neem, i quali se colpiscono un bombo lo uccidono, pur essendo fitofarmaci biologici.
- Prodotti naturali. I nuovi prodotti per la difesa, come macerato d’ortica, olio di lino, olio di soia, sapone molle ecc. non causano gravi danni alle api. Tuttavia, avendo anche una funzione repellente, è preferibile irrorarli la sera, quando gli Apoidei non sono in circolazione (e quando questi prodotti funzionano meglio).
- Non trattare in fioritura. In ogni caso, qualunque sia il fitofarmaco o il prodotto prescelto, non si devono MAI irrorare i fiori, l’organo dove gli impollinatori si posano per suggere il nettare, perché li si metterebbe in grave rischio di vita.
Salvare le api: bastano delle semplici azioni
- Piante mellifere. Coltivare piante gradite alle api, che se ne ricavi il miele oppure no, contribuisce sicuramente a favorirne la sopravvivenza, perché si fornisce loro un nutrimento fondamentale.
- Hotel per insetti. Disporre in giardino, nell’orto e in terrazzo i Bug Hotel o hotel per insetti (reperibili nel vostro Centro di Giardinaggio) permette di allevare schiere di api solitarie, oltre ad altri insetti utili. È sicuramente un gesto che costa poco e rende molto.
- Non distruggere gli sciami. Capita fra aprile e giugno di vedere uno sciame di api aggrappato a un manufatto o a un albero, anche nel proprio giardino. Non fatevi prendere dal panico, stategli solo lontani (voi, i bambini e gli animali di casa) e cercate subito sul motore di ricerca “apicoltori recupero sciami”. Troverete la Lista Nazionale di Apicoltori da contattare affinché vengano a prendersi l’intero sciame, senza danni. È un fenomeno normale, dovuto alla presenza di una nuova regina nella vecchia arnia.
- Non avere paura. Gli Apoidei (a differenza dei Vespidi) pungono solo se si sentono gravemente minacciati. Per esempio se entrano in una manica della maglietta, perché “sanno” che il pungiglione rimarrà conficcato nel nemico e loro moriranno dilaniati. Se li lasciate stare e non fate gesti inconsulti per scacciarli, loro vi lasceranno in pace.
Ricordate: le api non sono insetti aggressivi.
Con la collaborazione di AICG


