Avreste mai pensato che alcune piante sono in grado di eliminare gli idrocarburi? L’azienda Green Land, di Sgaravatti Group, ne ha fatto un progetto innovativo, a testimonianza del forte impegno profuso e dell’attenzione riservata da sempre alla ricerca e alla salvaguardia dell’ambiente.

L’ambizioso progetto, portato avanti in collaborazione con il dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Cagliari, persegue l’obiettivo di sviluppare una tecnologia del tutto ecosostenibile per contrastare l’inquinamento e per riqualificare le aree degradate dalla presenza nociva degli idrocarburi. Il suo nome è Bicap, acronimo di “Biorisanamento da idrocarburi con ammendanti naturali e piante vascolari”.

Il funzionamento, tanto geniale quanto semplice, si basa sull’attività delle ”comunità microbiche”, che agiscono sugli idrocarburi presenti nei suoli, trasformando le sostanze inquinanti in composti in grado di migliorare le funzioni nutrizionali del terreno. La sperimentazione avviata ha già dimostrato come le aree delle zone degradate e inquinate possono trarre beneficio dall’ospitare sulle loro superfici le specie vegetali pioniere. Queste, grazie alla loro resistenza e capacità di adattamento apportano modifiche al terreno, rendendolo via via più adatto all’insediamento successivo delle specie più esigenti.

Una prima selezione di specie vegetali autoctone in grado di ottenere questi risultati è già stata individuata e la a tecnologia messa a punto nel progetto pilota realizzato in Sardegna, potrà essere esportata in altre aree del Mediterraneo o in regioni che presentano un clima simile.