Prato, come si cura in primavera?

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, quando le giornate finalmente si intiepidiscono, anche il prato ricomincia a vivere. Per farlo riprendere bene (e una buona ripresa è metà dell’opera per avere un manto in forma), spendete un po’ di tempo per accudirlo dopo il riposo invernale. Le cure primaverili, proprio come la dieta depurativa per noi umani, servono all’erba per evitare piccoli fastidi o veri e propri disastri nella successiva stagione estiva, che impiegherebbero ben altro tempo e denaro per essere sanati. Dunque: pronti per il check-up di una cura del prato ottimale?

Cura del prato: l’esame di salute

Per prima cosa, pulite la superficie con la scopa metallica o il rastrello, eliminando foglie, rametti e detriti vari. Se avete l’impianto d’irrigazione, controllate gli irrigatori, ripulendoli da fogliame e residui e accertandovi che funzionino. Se avete tubi di gomma esterni, provateli per vedere se hanno fessure o crepe.
Ora esaminate il manto erboso. Il colore non è soddisfacente? Procedete con la concimazione. Ci sono piante infestanti? La soluzione è il diserbo, manuale o chimico. Si vedono numerosi buchi, con terreno nudo? Pensate a una trasemina. Abitate nel Sud e fa già caldo? Effettuate il primo sfalcio.

Prendete un prodotto specifico per tappeti erbosi, di tipo granulare a lenta cessione, da distribuire uniformemente sulla superficie erbosa. Se il prato è grande, avvaletevi dello spandiconcime, da trascinare con passo regolare e soprattutto senza passare due volte nella stessa striscia d’erba. Dopo la distribuzione, annaffiate leggermente per favorire l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Infestanti? Vade retro!

Un prato libero da erbacce non si improvvisa. Per non averle, a monte bisogna aver scelto sementi certificate e adatte all’esposizione, e aver lavorato bene il terreno liberandolo da radici preesistenti. A valle, il manto erboso deve essere trattato sempre bene (regolarmente concimato, irrigato e tosato). Se ciononostante le erbacce spuntano, quelle di taglia grande, se non troppo numerose, si estraggono a mano con l’apposito attrezzo estirpatore. Se l’infestazione è molto estesa, si interviene con diserbanti, accertando prima quali siano le malerbe.

Se sono dicotiledoni, prendete un diserbante per infestanti a foglia larga: è selettivo e salva le graminacee prative. Va distribuito sul prato umido, con temperatura superiore a 15°C, e con malerbe già grandicelle, per garantire l’assorbimento. Nelle 24 ore successive non bisogna irrigare il prato, per non invalidare il trattamento.

Se le infestanti sono graminacee, si agisce con diserbanti per foglia stretta. Questi si somministrano in preemergenza delle infestanti, quando il prato già sviluppato non viene toccato dall’azione erbicida. Il momento giusto è in genere la fine di aprile o l’inizio di maggio.

Attenzione: scegliete sempre diserbanti specifici per il prato. I prodotti per vialetti, infatti, sterminano anche l’erba del tappeto erboso. E naturalmente, seguite sempre alla lettera le istruzioni per l’uso.

Arieggiatura, indispensabile per le macroterme

Aprile è anche il mese in cui le macroterme si riprendono dal riposo invernale, l’arieggiatura è fondamentale per rimuovere il feltro, quello strato di materiale organico (foglie, resti di sfalcio, ecc…) che normalmente si deposita sull’erba e tende ad accumularsi quando il terreno non riesce più a decomporlo.

Questo strato impedisce la corretta ossigenazione delle radici e rende il terreno impermeabile all’acqua e ai nutrienti, favorendo le malattie dovute a funghi e batteri e rendendo il vostro prato meno resistente alla siccità.

Se il prato non è tanto grande si può usare un arieggiatore manuale, un attrezzo formato da un asse su cui sono montati dei coltelli che, penetrando nel terreno, rimuovono sia il feltro che l’eventuale muschio (che si forma in caso di elevata umidità durante il periodo invernale). Se invece le superfici da arieggiare sono ampie è meglio utilizzare una macchina apposita o rivolgersi ad un professionista di fiducia. Dopo l’arieggiatura è consigliabile eseguire anche una “sabbiatura”, spargendo sul prato un sottile strato di sabbia fine di cava (lavata)

Cura del prato: nutritelo bene

Per dare l’idea dell’importanza della concimazione, basti dire che da essa dipende al 90% la buona ripresa dell’erba dopo il “letargo”. Il principale elemento nutritivo è l’azoto (N), indispensabile in questo periodo perché consumato in abbondanza per la ripresa della crescita fogliare e dell’accestimento. Segue il fosforo (P), che serve per la crescita delle radici. Il potassio (K) è utile per incrementare la resistenza alle malattie e alle avversità climatiche. Infine, ferro (Fe), magnesio (Mg) e altri microelementi sono necessari per la formazione della clorofilla e l’accrescimento.

Il primo sfalcio

Vale, naturalmente anche per il Nord Italia, quando sarà il momento, verso la seconda metà di aprile. Il primo taglio interessa solo i nuovi getti, e va condotto a 6-8 cm, stando attenti a non rimuovere nel complesso più del 30% dell’altezza totale dell’erba. Come sempre, non bisogna sfalciare subito dopo la pioggia o con terreno secco e asciutto.

Con la collaborazione di AICG

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