Laurus nobilis: la nobiltà in giardino

L’alloro o lauro (Laurus nobilis) è da sempre simbolo di sapienza e gloria: nell’antica Roma le ghirlande d’alloro ornavano la fronte di imperatori, poeti e vincitori. Ai giorni nostri cinge il capo degli studenti che conseguono la laurea, termine, peraltro che deriva proprio da Laurus.

L’alloro, coltivato fin dall’antichità, nei giardini assolve egregiamente a una funzione estetica, sia sotto forma di siepe sia come pianta isolata, ma al contempo non è trascurabile il suo utilizzo a scopo aromatico, culinario e fitoterapico.

Il lauro è un sempreverde molto rustico, che non esige grandi cure: non teme il freddo e ha una crescita robusta, può resistere tranquillamente anche quando la temperatura di abbassa a -15 gradi e sopporta senza problemi la siccità e il caldo estivo. Si sviluppa bene in tutti i tipi di suolo, resiste benissimo all’inquinamento e agli ambienti salini.

In natura non sono rari esemplari che raggiungono un’altezza di 10-12 metri. Se coltivato in siepe, si può potare a piacere per fargli assumere la forma desiderata. Anche spesso: sopporta tranquillamente potature ripetute e anche abbastanza drastiche. Se invece gli arbusti sono lasciati a se stessi tendono a divenire alquanto ingombranti, riempendo tutto lo spazio a disposizione.

Può essere collocato in ogni zona del giardino offrendo buoni risultati, anche se ha una certa predilezione per i luoghi soleggiati e riparati dai venti freddi.

Le irrigazioni vanno ripetute con regolarità solo per gli esemplari molto giovani, altrimenti è sufficiente somministrare acqua ogni tanto, o intervenire nei casi di siccità persistente con irrigazioni di soccorso.

Il lauro si presta anche alla coltivazione in vaso: in questa condizione la taglia resta limitata rispetto alla coltivazione a terra, pur arrivando facilmente a superare il metro e mezzo.