Parlano di noi – Topscape n.40 2020

Una storia lunga 200 anni quella di Sgaravatti Group, tra le più importanti aziende vivaistiche italiane, che proprio nel 2020 festeggia il bicentenario.
Nata nel 1820, l’azienda pone le sue radici a Saonara, in quell’area che negli anni diventerà strategica per il settore florovivaistico veneto.
Sempre in competizione per il primato con l’americana A.W. Livingstone’s Sons e poi la francese Vilmorin (che in realtà arrivarono dopo), Sgaravatti fu la prima azienda al mondo ad avviare la vendita di piante per corrispondenza. Fulcro di questa strategia, il catalogo, ogni anno più bello e ricercato al punto da coinvolgere per le copertine, sempre più curate, i grandi illustratori dell’epoca, che accompagneranno nel tempo lo sviluppo di questo florido commercio.

Molte le tappe e i momenti di svolta, a partire dalla nascita di Porto Rotondo e il successivo incontro con l’Aga Khan IV per la creazione di quella che sarebbe diventata, poi, la Costa Smeralda. È l’epoca in cui l’azienda trasferisce in Sardegna il suo quartier generale dove, da oltre 50 anni, coltiva numerosissime specie negli oltre 32 ettari di vivai. Ultima interprete di questo spirito imprenditoriale è senza dubbio Rosi Sgaravatti, che negli anni ottanta, a causa della precoce scomparsa del marito, prende le redini dell’azienda per traghettarla nella dimensione di una moderna struttura di General Contractor nel settore della costruzione del verde. Una vita intensa, come lei stessa racconta, che oggi guarda al futuro nel passare il testimone alle nuove generazioni

TOPSCAPE: Ci può raccontare la storia di Sgaravatti Group?

Rosi Sgaravatti: L’azienda Sgaravatti Piante nasce a Saonara, vicino Padova, zona di ville nobiliari proprietà di famiglie molto importanti all’epoca, come i Farsetti e i Morosini. Per loro l’azienda produceva le piante con cui realizzava i grandi giardini, alcuni dei quali ancora oggi visibili. Agli inizi dell’Ottocento, le dimensioni delle proprietà iniziarono a ridursi a causa di un certo impoverimento delle famiglie, che in cambio di minori costi concessero alla famiglia Sgaravatti la possibilità di commercializzare le piante coltivate anche ad altri committenti. L’azienda venne poi regolarmente costituita nel 1820. Tra i fattori che hanno contribuito alla sua affermazione nel campo, il principale è stato sicuramente la vendita per corrispondenza attraverso il catalogo spedito via posta. Il primo catalogo Sgaravatti risale al 1861, periodo nel quale questa tipologia di vendita non era ancora utilizzata dagli americani e dai francesi (infatti, la francese Vilmorin pubblica il primo catalogo nel 1887, mentre l’americana A.W. Livingstone’s Sons nel 1894). Inizialmente l’uscita era annuale, poi semestrale e, infine, con cadenza trimestrale: una copia originale del catalogo n. 9 datato 1873 è ancora presente nei nostri archivi. Nel 1890 l’azienda diventa fornitore delle Real Case d’Europa e il catalogo si arricchisce a quel punto con esemplari di piante esotiche. Fulcro di questa fiorente attività divenne il catalogo, sempre più ricco e dettagliato, al punto che dal 1901 al 1924, per la progettazione delle copertine, ancora oggi bellissime, vennero chiamati i grandi illustratori dell’epoca, come Plinio Codognato e Marcello Dudovich che lavorava molto per Rinascente e Campari. Snodo logistico della vendita era il Caffè Pedrocchi di Padova, che fungeva da punto di raccolta e corrispondenza. Le spedizioni delle piante e delle rose avvenivano solo a radice nuda ed erano previste via nave nei periodi freddi dell’anno. Con il passare del tempo la Sgaravatti iniziò ad attrezzarsi in maniera ancora più concreta realizzando la prima forma di “packaging” per questo tipo di prodotto. La crescita aziendale in quegli anni era molto forte e comportò un aumento dei dipendenti che, secondo le stagionalità, andava dalle 700 alle 1000 persone. Altra tappa fondamentale per la crescita aziendale è stato l’importante laboratorio fitopatologico dedicato alle malattie delle piante che, in quegli anni, aveva solo la Sgaravatti. Questo laboratorio svolse in Italia un ruolo fondamentale in occasione dello sviluppo massiccio della fillossera della vite, che sembrava impossibile da debellare. Proprio da questo laboratorio arrivò la soluzione, attraverso l’innesto sul piede della vite americana (resistente alla fillossera) delle viti autoctone, dando così avvio a una nuova fiorente stagione per l’azienda, che iniziò a innestare tutte le viti autoctone. Altro momento di svolta importante fu quello della coltivazione delle rose, a cui si accompagnò un’attività editoriale di supporto con manuali di coltivazione e riconoscimento botanico. Sono gli anni in cui l’azienda espande i terreni di coltivazione in varie parti d’Italia: Roma, Pistoia, Vieste e Napoli. In queste sedi si cominciano a costruire serre dedicate all’esposizione e alla vendita, sistemi precursori di quello che sarebbe diventato molto più avanti il Garden Center.

TOPSCAPE: Lei quando arriva in azienda?

Rosi Sgaravatti: Ho conosciuto mio marito nel 1971 a Milano, dove all’epoca abitavo nonostante la mia origine friulana. Inizialmente abbiamo lavorato nella sede di Padova per 10 anni, ma nel 1983 ci siamo spostati in Sardegna, dove era già stata costruita una sede che serviva da appoggio per i lavori in corso in quella che poi sarebbe diventata la Costa Smeralda dove, a partire dagli anni sessanta, l’azienda era stata chiamata a realizzare i giardini, prima a Porto Rotondo, realizzato da Luigino Donà dalle Rose con l’architetto Alessandro Pianon, poi a Porto Cervo con Karim Aga Khan IV, presidente del consorzio degli investitori. Mi sono innamorata subito di questi luoghi e della Sardegna, l’idea di lavorare qui dove ancora oggi lavoro mi piaceva moltissimo. Poi nel 1986 mio marito viene a mancare e io sono rimasta sola con Giuseppe Carteri a gestire l’azienda, ma c’era già, per mia fortuna, una struttura consolidata. Oggi svolgo la mia attività nella sede di Capoterra – dove è situata tutta la produzione.

TOPSCAPE: Un altro momento di svolta?

Rosi Sgaravatti: Ci sono in realtà altri due eventi importanti. Mio marito nel 1973 vince un appalto negli Emirati Arabi per realizzare un intervento progetto di forestazione nel deserto. Il progetto è fortemente voluto dallo sceicco Zayed, principale motore della formazione degli Emirati Arabi Uniti, e ha il duplice obiettivo di fermare l’espansione delle zone aride e di rendere i nomadi stanziali. Questa foresta è stata realizzata ed è comunemente nota come “foresta degli italiani”. Sono tornata lì recentemente, con un gruppo di architetti, perché stiamo costituendo proprio in questo paese una nuova società e l’ambasciatore italiano, Nicola Lener, vorrebbe dedicare, alla costruzione di questa “foresta degli italiani”, una celebrazione attraverso una importante mostra. L’altro momento di svolta è Villa Certosa. Con Silvio Berlusconi lavoriamo da più di 30 anni, in particolare se ne occupa il nostro socio Giuseppe Carteri, insieme al figlio Carlo, che dirige l’altra sede aziendale situata tra Arzachena e Porto Cervo. Tra i vari interventi di questo progetto spicca certamente il camminamento realizzato tra ulivi centenari e il Museo degli Hibiscus, che ospita una collezione di oltre 5000 piante.

TOPSCAPE: Volendo dare qualche cifra, oggi l’azienda quanti collaboratori conta?

Rosi Sgaravatti: In questo momento, come personale fisso abbiamo 120 dipendenti, ma raggiungiamo anche i 160/180 nei periodi più intensi di lavoro. Siamo distribuiti su due sedi, Capoterra e Arzachena, con una decina di tecnici tra agronomi, architetti e ingegneri, più il personale degli uffici amministrativi.

TOPSCAPE: Grazie alla vostra competenza siete molto impegnati all’estero. Quali sono i paesi dove avete lavorato e state lavorando?

Rosi Sgaravatti: Le nostre competenze progettuali e di realizzazione in tutte le condizioni pedoclimatiche, unite alle capacità produttive e logistiche maturate nel corso dei decenni, ci hanno portato davvero lontano: in Ucraina con la creazione di giardini per prestigiose ville, ad Antigua (nell’arcipelago delle piccole Antille), in Giordania, Georgia, Libano e Azerbaijan con la realizzazione di giardini, grandi parchi pubblici, opere a verde per la municipalità e impianti sportivi. Attualmente guardiamo a mercati come quello degli Emirati Arabi, e oltre.

TOPSCAPE: Dall’idea allo spazio verde. Qual è il punto di forza dell’azienda?

Rosi Sgaravatti: Prima di tutto la passione e l’amore per il nostro lavoro. Fiore all’occhiello dell’azienda è, certamente, il nostro studio tecnico: una squadra di ingegneri esperti in botanica, agronomi e architetti paesaggisti. Siamo specializzati nella realizzazione di giardini, terrazze, verde residenziale e stradale in ambito pubblico e privato, sia in Italia che all’estero. Oltre a effettuare un approfondito studio del terreno e del paesaggio circostante, e a creare un armonioso equilibrio compositivo degli spazi, ci occupiamo di realizzare gli impianti di irrigazione e di illuminazione più adatti al contesto. Il risparmio idrico e quello energetico sono garantiti dall’innata passione per la natura che da sempre ci contraddistingue. I fiori e le piante che coltiviamo nascono e crescono in Sardegna: abbiamo 32 ettari (che ospitano piante mediterranee: dagli ulivi ai carrubi fino agli alberi di mirto, ma anche piante australiane che ben resistono alla siccità), di cui 10 coltivati a prato, 3 occupati dalle serre e 19 a vivaio. Nei nostri Garden Center ospitiamo migliaia di piante, tra le nostre particolarità vi è senza dubbio l’Hibiscus: la nostra collezione è attualmente la più importante di tutta Italia e una delle principali d’Europa.

TOPSCAPE: Quest’anno l’azienda compie 200 anni. Come celebrerete questo importante anniversario?

Rosi Sgaravatti: Abbiamo realizzato un calendario, in edizione limitata, con le bellissime illustrazioni di Piergiorgio Mulas ispirate alle nostre copertine storiche e ai grandi artisti del ‘900. La nostra storia è anche un pezzo della storia del florovivaismo in Italia, un percorso e un’evoluzione poco conosciuti, che ha influenzato anche la storia del disegno del paesaggio e del giardino in molti luoghi ma certamente in Sardegna. Grazie agli Sgaravatti sono state diffuse piante e sementi di grande importanza per lo sviluppo del paesaggio italiano. E per celebrare tutto questo abbiamo realizzato una preziosa pubblicazione il cui titolo, non a caso, è “La bellezza e il tempo”.

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